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Trattamento ambulatoriale dell'ernia
del disco
(Discectomia Endoscopica) |
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in "Day Hospital" |
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UnoMattina 19/07/2010
- Trattamento dell'Ernia del Disco |
Introduzione
La chirurgia percutanea mininvasiva per il trattamento dell’ernia
del disco senza bisturi ha avuto un netto incremento negli ultimi
anni, migliorando notevolmente la qualità di vita dei pazienti e
consentendogli dopo l’intervento un rapido recupero della
funzionalità e del benessere riducendo il disagio ed aumentando la
flessibilità terapeutica.
Pur trattandosi di un vero e proprio intervento chirurgico questo
viene eseguito utilizzando particolari strumenti, con l'ausilio del
mezzo Rx o TAC guidato ed eventualmente sotto monitoraggio
televisivo (video assistito). Con queste modalità vengono introdotti
nell'organismo attraverso aghi e qualora necessario tramite
piccolissime incisioni tali da non richiedere poi neanche punti d
sutura, questo è il motivo per il quale questo tipo di chirurgia
viene definita endoscopica-mininvasiva.
Fatta questa premessa è bene fin d'ora intendersi sul
fatto che i principi portanti della chirurgia tradizionale debbono
essere rispettati anche con questo nuovo modo di operare.
Assicuratevi che l’esecutore della tecnica sia un medico specialista
in ortopedia con acclarata competenza della colonna vertebrale e
diffidate di specialisti di altre branche non attinenti che
s’improvvisano “chirurghi mininvasivi per il trattamento dell’ernia
del disco”. D'altra parte, la motivazione a tanti progressi nella
storia della Medicina è stata l'esigenza di dover dare prospettive
terapeutiche nuove ad una pressante domanda sociale; in questo caso,
quale migliore servizio se si offre al paziente una buona e
soddisfacente operazione chirurgica per il trattamento
dell’invalidante ernia discale con il rispetto dell'integrità
esterna del suo fisico ed un tempestivo ritorno alle proprie
attività quotidiane? I dolori da ernia discale hanno un grandissimo
impatto anche sulla redditività sociale tant’è che possono muovere
il PIL (Prodotto Interno Lordo) di un buon 1,5%......

video aggiuntivi

Si tratta quindi di interventi che in mani esperte
risultano agili ed efficaci, impostati per ridurre al minimo il
trauma dell'accesso, senza venire meno alle regole dettate
dall'anatomia e dalla tecnica chirurgica. A questo proposito va
precisato che chirurgia mininvasiva pur comportando una riduzione
del rischio operatorio e non lo azzera, né rappresenta un atto
chirurgico che richieda minore competenza, anzi nelle mani sbagliate
può provocare gravi ed irreparabili danni.
L’INTERVENTO DI ERNIA DISCALE
(cervicale, dorsale o lombare) viene di solito eseguito in anestesia
locale o con l'ausilio di una breve sedazione, senza anestesia
generale, anche in regime ambulatoriale. Particolarmente promettente
è, indicata per le ernie e le protrusioni discali. L’ernia del disco
contenuta se invalidante e ribelle a 1-2 mesi di trattamento
conservativo è abitualmente trattata con un’operazione di
discectomia microchirurgica che ottiene il 90 % di risultati
positivi immediati. Un passo avanti notevole per queste forme di
ernia è l’introduzione della chirurgia mininvasiva, ovvero senza
bisturi grazie alla quali è possibile, in molti casi, evitare
l’intervento classico a cielo aperto con bisturi.

Discolisi con O2-O3 (Ossigeno-Ozono)
Consiste nel fare un’iniezione nel disco di Ossigeno
e Ozono, con un sottilissimo ago indolor sotto monitoraggio
radioguidato. La miscela Ozono-Ossigeno ha un effetto antalgico e
miniflogistico che riduce il dolore e il volume dell’ernia e
rinforza le strutture del disco. E’ applicabile in ernie del disco
contenute.
- Richiede anestesia locale potenziata da sedazione-flash in modo
che il Paziente non avverta alcun dolore
- Dura pochi minuti (mediamente 20-30 minuti per ciascun livello
trattato')
- Consente una deambulazione quasi immediata e può essere effettuato
spesso anche in Day Hospital, indossando per circa un mese un
leggerissimo bustino lombostato
Dekompressor
Il Dekompressor è una sottilissima sonda monouso
(diametro 0,3 mm) contenente una vite a doppia elica. La sonda viene
introdotta nel disco per via percutanea, come una comune iniezione,
e la trivella fatta girare da un micromotore connesso, estrae parte
del nucleo del disco, riducendo la pressione dell’ernia.
Caratteristiche maggiori del Dekompressor sono:
- Può essere usato per ernie contenute cervicali, dorsali e lombari.
- Alta efficacia. 90% di risultati favorevoli in casi ben
selezionati
- Nessun rischio effettivo. Evita i rischi del Laser e della
discolisi.
- Non richiede tagli chirurgici
- Non richiede punti di sutura
- Evita le cicatrici post-operatori
- E’ ripetibile
- Richiede anestesia locale potenziata da sedazione-flash in modo
che il Paziente non avverta alcun dolore.
- Dura pochi minuti (mediamente 20')
- Consente una deambulazione quasi immediata e può essere effettuato
in Day Hospital
- Abbrevia i tempi di convalescenza".
Ozonoterapia o discolisi
Usualmente la terapia si svolge in due tempi
successivi: in un primo tempo, l’ozono viene iniettato nei muscoli
paravertebrali; successivamente, a distanza di giorni, l’ozono viene
iniettato nel disco, sotto controllo radiografico.
Gli entusiasti dell’ozonoterapia distinguono un effetto biochimico a
breve termine, che è antinfiammatorio, analgesico, miorilassante e
iperossigenante; ed un effetto a più lungo termine, per la
disidratazione del disco intervertebrale e quindi il riassorbimento
di eventuali sporgenze erniarie. L'effetto della terapia si
manifesta in un periodo compreso tra 4-10 settimane. Si basa sul
fatto che vari fattori umorali contribuiscono alla produzione del
dolore. L’ozono agendo con meccanismo antinfiammatorio ed
antiossidante contribuirebbe al ripristino dell’equilibrio
biochimico. Molti farmaci dati per via sistemica agiscono allo
stesso modo.
E' da sottolineare il parere del Consiglio superiore di Sanità
del 19.11.2003 :
La OOT (ossigeno-ozono terapia) è una procedura
associata ad un significativo rischio di complicazioni anche letali.
La OOT è una procedura che manca di adeguata validazione scientifica
per quanto concerne la sua effeicacia
IDET o Neucleoplastica
IDET sta per "intradiscal electrothermal therapy".
L'intervento viene fatto sul disco intervertebrale in anestesia
locale.
E' indicato per debordanze discali o per ernie ancora contenute,
come si verifica nei giovani con lombalgie da posizione, o nelle
persone con lassità legamentosa, e quindi sporgenza dei margini
discali, connessa con l’invecchiamento.Col calore di un sistema a
radiofrequenza si induce una contrazione delle fibre collagene sul
margine discale riducendo la pressione sulle strutture nervose.
Si raggiunge il disco con un ago “mirato” radiologicamente e si
inserisce l’elettrodo a radiofrequenza, che viene riscaldato a circa
50 gradi. Il risultato della cura non è sempre immediato. Talora
questa terapia viene integrata con la somministrazione di ozono
intradiscale, poichè si ritiene che le due tecniche, siano
complementari nel disidratare e quindi ridurre il volume del disco.
Discectomia Laser
Percutanea
La Discectomia Percutanea Laser (PLDD - Percutaneous Laser Disc
Decompression) è una procedura chirurgica utilizzata per la cura
dell'ernia del disco da oltre 10 anni. Tuttavia è dal 1999 che è
stata perfezionata, sia per quanto riguarda il tipo di Laser da
utilizzare (Diodo 980nm), che per il tipo di fibre ottiche (fibre in
silicio purissimo di 360um - micron - con NA - apertura numerica -
di 0.22).
E' normalmente eseguita in anestesia locale e talvolta in leggera
sedoanalgesia. Sotto guida fluoroscopica o sotto guida TAC, si
introduce un sottile ago (Chiba tipo Menchetti con punta atraumatica)
di calibro inferiore ad 1 mm (0.80 mm) nel disco intervertebrale
erniato.


Una volta controllatone il posizionamento, si
introduce all'interno dell'ago, una sottilissima fibra ottica di
360um (micron) di calibro, connessa al Laser (Diodo 980nm - Biolitec
AG).
La procedura per il trattamento di un singolo livello, dura 15 - 20
minuti ed è
NORMALMENTE PRIVA O CON LIEVE DOLORE, a differenza di altre tecniche
che utilizzano il calore (coblazione, nucleoplastica,
radiofrequenza), poiché il laser permette di concentrare
elevatissime potenze senza alcuna dissipazione di calore. Le
caratteristiche fisiche delle fibre ottiche utilizzate (silicio
purissimo) e la loro modalità di emissione permettono di concentrare
l'energia in pochi mm2 nel disco intervertebrale, con un
assorbimento dell'energia superiore al 90%.
Ciò spiega il raggiungimento dell'attuale sicurezza nell'esecuzione
di tale procedura, in quanto non vi è alcuna dissipazione di energia
nei tessuti circostanti (cosa che avveniva in passato).
Nel caso in cui l'ernia del disco sia ancora contenuta, è possibile
eseguire la tecnica sotto controllo fluoroscopico, rilasciando
l'energia laser sia al centro del disco intervertebrale, che nella
sua porzione posteriore.
In caso di ernie non contenute, cioè di dimensioni maggiori, ma
ancora connesse al disco intervertebrale, soddisfacenti risultati
sono stati ottenuti eseguendo la procedura sotto guida TAC (Fig.3).
Questo permette di rilasciare l'energia laser in più punti del disco
intervertebrale erniato, ottenendo una maggiore vaporizzazione e "shrinkage"
- retrazione - dell'ernia con una decompressione della radice
nervosa ed una risoluzione dei sintomi (dolore irradiato all'arto,
formicolii, alterazione della sensibilità).
Il paziente può essere dimesso in giornata (Day- surgery) o DOPO UN
GIORNO DI RICOVERO. Non vi è alcuna ferita chirurgica, né vi sono
punti da rimuovere. Una antibiotico profilassi è eseguita per 3
giorni con analgesici al bisogno. E' consigliato un giorno di riposo
assoluto, con rientro alla normale vita lavorativa entro 1
settimana.
I RISULTATI SONO SODDISFACENTI IN UNA
PERCENTUALE DI CASI INTORNO ALL'80%. IN CASO DI INSUCCESSO NON E'
PREGIUDICATO IL RICORSO ALLA CHIRURGIA TRADIZIONALE.
La Neurolisi Endoscopica o Epidurolisi
E' indicata per il dolore connesso alla formazione di
cicatrici post-operatorie (per interventi ripetuti con persistenza
del dolore lombare) o post-traumatiche. Si basa sulla possibilità di
liberare (“lisare”) le aderenze, quindi riducendo la strozzatura del
nervo. Suggerita spesso per la "failed-back-syndrome", ossia il
dolore lombare resistente e conseguente a trattamenti chirurgici
inefficaci.
I risultati sono incostanti, ma è poco invasiva essendo effettuata
per via percutanea.
Denervazione delle Faccette Articolari
E' indicata nel classico maldi schiena da stress e
posturale.
Riduce in pratica la sensibilità delle strutture recettive dolorose
poste attorno alla colonna vertebrale.
Si esegue con un ago riscaldato a radiofrequenza.
La tollerabilità è ottima, i risultati buoni se l'indicazione è
appropriata.
Più appropriatamente questa sindrome viene oggi trattata con gli
spaziatori interspinosi, che alleviano il sovraccarico funzionale
delle faccette articolari e risolvono il problema meccanico che ne è
alla base.
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UnoMattina 19/07/2010
- Trattamento dell'Ernia del Disco |
Cosa fare se si offre di ernia del disco cervicale
o lombare espulsa che comprime il midollo spinale?
E’ importante premettere che l’ernia del disco si
verifica solo quando il disco è degenerato ed usurato il che ne
giustifica l’insorgenza spontanea non in relazione a sforzi intensi,
ma anche all’improvviso senza sintomi premonitori. L’ ernia del
disco è una malattia della colonna vertebrale consistente in uno
sconfinamento del disco intervertebrale che può estendersi ad
invadere il canale vertebrale e andare a comprimendo pericolosamente
le strutture nervose attigue come le radici nervose, midollo
spinale, la guaina che lo riveste denomina Dura) con relativi danni,
talora irreversibili e sintomi neurologici.
Campanello d’allarme dell’ernia del disco sono spesso
dolori locali (cervicali, dorsali o lombari a seconda della sede
dell’ernia) discogenici, originati cioè dal disco degenerato
accoppiati a sintomi neurologici (come ad esempio una sciatica nelle
ernie lombari basse che comprimono una radice di origine del nervo
sciatico).
Gli effetti dell’ernia possono essere accentuati da
altri fattori, in primo luogo dalle dimensioni del canale
vertebrale. Un’ernia anche voluminosa che si estrinsechi in un
canale stretto può anche essere asintomatica e talora al contrario
per un’ernia minuscola, ma in un canale stretto può causare sintomi
dolorosi talmente acuti da limitare severamente la mobilità del
paziente.
Il trattamento dell’ernia del disco non dovrà pertanto essere
ispirato solo dal criterio della dimensione dell’ernia. Tenete
presente che alcune ernie possono migliorare spontaneamente o con
comuni trattamenti conservativi. Permane comunque la degenerazione e
l’usura del disco che può comunque recidivare ed è questo il
problema più frequente nel trattamento dell’ernia del discale sia
cervicale che lombare
Ben più complesso è il destino di alcune ernie che persistono
nonostante le cure e/o si accrescono e/o recidivano rendendo la
qualità di vita pessima ed insostenibile. In questi casi
l’interevento di discectomia tramite chirurgia mini invasiva è non
solo consigliabile, ma diviene necessario.
In questi casi che fare ?
-
Non vi affidate al primo venuto ed evitate
manipolazioni vertebrali, potrebbero peggiorare la compressione
discale e rendere l’ernia non più operabile con sistema
chirurgico mininvasivo. Consultate esclusivamente solo veri
esperti (specialista ortopedico esperto di chirurgia vertebrale)
non affidatevi agli improvvisati non in possesso dei requisiti
professionali necessari e ricordate che l’ernia del disco non è
mai una patologia banale e se tratta in maniera inadeguata può
addirittura peggiorare!
-
Iniziare con trattamenti sintomatici e
conservativii, per 7-10 giorni, anche in presenza di dolori
forti a meno che non si manifestino sintomi particolari come
paresi ingravescenti (documentabili con Elettromiografia ed un
corretto esame clinico neurologico)
-
Ricordate che iI trattamento sintomatico non
rimuove la causa ed è un po’ come spegnere la lampadina nel
cruscotto che segnala la mancanza dell’olio del motore, senza
rimboccare i livelli illudendosi che il problema non ci sia. Il
tanto bistrattato cortisone può aiutare a gestire i primissimi
giorni della sintomatologia infiammatoria sgonfiando una radice
compressa e edematosa e riducendone il danno. Ma non si può
instaurare una terapia cortisonica in pianta stabile sperando
che l’ernia non recidivi più!
-
Passati i 7-10 giorni si può cominciare a
pianificare, se ne esistono le condizioni, un trattamento
percutaneo mini-invasivo a fini curativi o anche, eventualmente,
per prevenire recidive.
-
I trattamenti percutanei mini-invasivi hanno un
elevata percentuale di successi in mani esperte (90%), ma
possono talora recidivare specialmente se utilizzati senza la
giusta indicazione.
-
Diffidate di coloro che propongo la medesima
tecnica per qualsiasi paziente. Tra le strumentazioni utilizzate
Il Dekompressor consente un ottimo trattamento percutaneo
mini-invasivo di ernie del disco contenute.
-
Se l’ernia è invalidante e resistente a (o non
indicata per) uno dei predetti trattamenti va effettuato un
trattamento micro-chirurgico eventualmente completato da
impianto di protesi discale.

>>
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specialistica.
Diagnosi dell' Ernia Discale
Con il trascorrere del tempo il corpo umano si
disidrata progressivamente ed i dischi intervertebrali sono quelli
che ne pagano lo scotto più immediato essendo costituiti
prevalentemente di acqua. Quando ai fenomeni di tipo degenerativo si
sommano posture scorrette, come quelle che si tengono ad una
scrivania, per esempio, o in automobile, e non viene svolta
un'idonea attività fisica, si creano delle condizioni di instabilità
della colonna, che possono esitare in una erniazione del disco.
Quando ai fenomeni di tipo degenerativo si sommano
posture scorrette, come quelle che si tengono ad una scrivania, per
esempio, o in automobile, e non viene svolta un'idonea attività
fisica, si creano delle condizioni di instabilità della colonna, che
possono esitare in una erniazione del disco.
Se il disco scivola posteriormente verso il canale
midollare( formato anteriormente dai corpi vertebrali, lateralmente
dai peduncoli e posteriormente dalle lamine), questi può improntare
il sacco durale, dal quale fuoriescono le radici nervose che vanno a
costituire il nervo sciatico. Questo grosso nervo, il più grosso del
nostro corpo, innerva l'arto inferiore, ed è questo il motivo per
cui un insulto che ha origine a livello delle vertebre si ripercuote
sulla gamba (sciatalgia): un dolore che a partenza dalla schiena si
irradia all'inguine è però molto più probabilmente causato da una
sindrome delle faccette articolari.
Tipologie di
Ernia Discale
Diversi sono i gradi di fuoriuscita del disco dalla
propria sede: si va dalla protrusione (vedi disegno), contenuta dal
legamento longitudinale posteriore , che scorre lungo la parte
posteriore dei corpi vertebrali, fino all'ernia vera e propria,
quando cioè il disco intervertebrale è completamente fuori sede.
Le ernie si possono classificare in:
 |
ERNIA
CONTENUTA
E' il tipo
più frequente di ernia discale: nell'anello fibroso si
formano ampie fissurazioni sia radiali che
circonferenziali che raggiungono la superficie del
disco. Il tessuto erniario si fa strada incuneandosi
nelle fissurazioni, ma non perfora l'anulus ed in esso
rimane contenuta.
ERNIA
ESPULSA
In questa
varietà il tessuto erniario fuoriesce parzialmente o
completamente dal disco, ma non migra spostandosi a
distanza. Essa può, in base la percorso seguito, a sua
volta distinguersi in:
Sottolegamentosa,
quando non perfora il legamento longitudinale
posteriore;
Translegamentosa,
quando una parte di essa perfora il legamento senza
superarlo e la restante parte rimane sottolegamentosa;
Retrolegamentosa,
l’ernia perfora il legamento e si libera nel canale
senza migrare.
ERNIA
MIGRATA
In questa
condizione (evidente nella figura sopra) il frammento
espulso migra a distanza dal disco di origine, più
frequentemente in direzione caudale (in basso) o
intraforaminale (nel forame di coniugazione dove
fuoriesce il nervo e dove può verificarsi il conflitto
con lo stesso) |
E’ importante rammentare che non sempre la
sintomatologia dell’ernia discale è proprorzionale alla reale entità
del materiale erniato; possono verificarsi ernie di dimensioni
ragguardevoli praticamente asintomatiche, nonostante gli importanti
segni di impronta sul sacco durale e sulle radici nervose e di
contro piccole protrusioni possono evocare intenso dolore spesso
recalcitrante ai comuni farmaci analgesici/antinfiammatori.
Le immagini TAC ed RMN sono utilissime per
contribuire a formulare diagnosi, ma è opportuno rammentare che non
sono sempre sono inequivocabilmente attendibili poiché sono solo
fotogrammi della reale situazione della sofferenza discale che può
variare enormemente da una determinata posizione ad un'altra (di
solito sdraiati e a riposo) e non è detto che un attimo dopo, sotto
stress la situazione non possa mutare.

Differenti proiezioni di RMN che
raffigurano la presenza di ernie discali lombari da trattare con DE
(Discectomia Endoscopica)

Minisonda artroscopica penetrata all’interno
del
disco erniato nel corso di una normale DE
(Discectomia Endoscopica)
|

Questo è ciò che il chirurgo può vedere con il
microendoscopio durante l’intervento.
Il
materiale bianco nella parte posteriore è il disco
erniato.
|
Sintomatologia
-
Dolore nella posizione seduta prolungata,
esasperato dai piegamenti/estensioni/torsioni, che si attenua
con la deambulazione;
-
Dolore spesso inabilitante;
-
Debolezza, intorpidimento e/o formicolio agli
arti inferiori;
-
Diminuzione e/o perdita del tono sfinteriale
(vescica-intestino).
Nella maggior parte dei casi i sintomi dolorosi
dell’ernia del disco regrediscono con il semplice riposo a letto,
terapia fisica, riabilitazione posturale e farmaci . Tuttavia, molti
pazienti non sono così fortunati. Quando un disco è erniato, può
generare compressione contro uno o più dei nervi spinali scatenando
dolore, parestesie, intorpidimento ed astenia dal tratto lombare,
lungo il decorso del nervo sciatico, dalle gambe fino ai piedi.
Vantaggi della
Discectomia Endoscopica
Il vantaggio principale di questa procedura endoscopica che si
realizza in regime di Day Hospital ambulatoriale oltre a quello di
non richiedere alcuna ospedalizzazione è la assoluta mancanza di
aggressività chirurgica.
Un intervento sereno e tranquillo e senza dolori
poiché nella procedura esecutiva non si realizzano interferenze su
muscoli, ossa, articolazioni, si rispetta l’anatomia strutturale dei
tessuti in quanto non sono previste trazioni e pressioni sulle
radici nervose.
Chirurgia low impact e meno traumatica in tutti i
sensi pertanto, anche dal punto di vista psicologico.
Si ricorre ad una buona anestesia locale
eventualmente approfondita da una blanda sedazione a base di
Diprivan senza ricorrere alla fastidiosa intubazione, il che riduce
rischi e disagi per il paziente.
In alcuni casi (specialmente quelli cronici) il Dott.
Panfili esegue la DE sotto l'anestesia generale con il controllo
neurofisiologico dei potenziali evocati.
Dopo la sedazione e l'anestesia locale si procede
all’introduzione di una microscopica guida di poco più di 2 mm di
diametro attraverso la cute e sotto l’ausilio dei raggi X, si
raggiunge il disco con una microsonda di appena 2 appositamente
progettata per l’aspirazione. Il disco viene così visualizzato con
un endoscopio ed è risucchiato per circa 10 minuti. I più grandi
frammenti del disco sono rimossi con un’apposita mini pinza
anch’essa appositamente progettata. L'intera procedura ambulatoriale
non richiede solitamente più di 20 - 30 minuti.
E’ importante sottolineare che viene rimossa soltanto
la parte erniata del disco corrispondente a circa il 10% del disco,
mentre il restante 90% viene lasciato intatto risparmiando
significativamente l'altezza. Salvare la maggior parte del disco
consente di prevenire nel tempo eventuali ulteriori danni
strutturali sulla colonna, talora indotti da discectomie troppo
demolitive.
Poiché l'unica microferita è quella necessaria per
l'inserzione del piccolo artroscopio che passa attraverso i muscoli
come un semplice ago, non vi può essere cicatrice chirurgica attorno
alle radici nervose. Il paziente può iniziare facoltativamente un
programma di esercizi facilitativi di back school che vengono
prescritti addirittura lo stesso giorno della procedura. Il costo
dell'intervento chirurgico è approssimativamente il 30% in meno
rispetto alla procedura convenzionale.
La ricaduta in termini di tangibili vantaggi sulla
medicina del lavoro è enorme ed il risparmio economico per
impiegati, professionisti e datori di lavoro consegue al minor tempo
necessario per la fase riabilitativaper il recupero.
A volte i pazienti con frammenti di ernie discali
espulse nel canale spinale, come documentabile tramite Risonanza
Magnetica, possono ugualmente trarre beneficio dalla procedura
artroscopica. Di questi pazienti circa il 90% riferisce
miglioramento della sintomatologia dolorosa. Il 10% di queste
persone restanti qualora non riscontrassero miglioramenti, dopo
tre-sei settimane possono prendere in considerazione una micro-
laminectomia e/o discectomia chirurgica, a seconda delle
circostanze.
L'esecuzione della microdecompressione e/o
discectomia spinale endoscopica prima della microchirurgia a cielo
aperto non sembra avere alcun effetto dannoso.
Sequenza fotografica di alcune delle
fasi di intervento effettuate dal Prof. Adolfo Panfili in "Day Hospital":
Conclusioni
-
Disagio minimo (piccola ferita di puntura nella
pelle);
-
Nessuna paralisi permanente o altre complicazioni
neurologiche (soltanto 10-15% è rimosso);
-
Ospedalizzazione brevissima;
-
Veloce ritorno all'attività normale;
-
Significative riduzioni dei costi.
>>
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l'argomento con il prof.Panfili e prenota una vista specialistica
Si noti che queste
informazioni sono di carattere generale e non autorizzano ad
estrarne conclusioni diagnostiche e terapeutiche. Qualsiasi caso va
discusso, verificato e diagnosticato con il medico abilitato al
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